venerdì 14 gennaio 2011

"Ohibò! Mi sa che sto diventando un dio!"

"Vae, puto deus fio", disse Vespasiano sul letto di morte, dimostrando spirito e ironia in un frangente alquanto tragico della sua esistenza, deridendo la consuetudine di divinizzare gli imperatori dopo la loro morte.

Spirito e ironia di cui, nella Chiesa cattolica, vi è grave carenza al giorno d'oggi (come nel passato, recente e remoto, del resto).

E il prossimo 1° maggio andrà in scena, con la pompa e la copertura mediatica che l'evento richiede, la beatificazione di papa "Santosubito" Giovanni Paolo II.
La data non è scelta a caso:

La scelta della data risponde ad una precisa motivazione liturgica. Il prossimo 1° maggio cade infatti la Domenica in Albis, cioe' la prima domenica successiva alla Pasqua, nella quale lo stesso Papa Wojtyla aveva istituito la Festa della Divina Misericordia. Ma il primo maggio e' anche la festa internazionale dei lavoratori, ''festa cristiana'' [sic] dal 1955 (come da lunga tradizione cristiana di appropriazione e incorporamento di festività pagane e laiche [n.d.a.]), da quando Pio XII, proprio ricevendo le Acli, istitui' per questo giorno la festa liturgica di S. Giuseppe artigiano.
Papa Giovanni Paolo II avvistato in Paradiso.


Quindi un papa morto verrà dichiarato ufficialmente beato, il che significa che la Chiesa cattolica ha irrefutabilmente stabilito che Giovanni Paolo è realmente in Paradiso. Come possono saperlo con tanta sicurezza? Perché una suora ha dichiarato di essere stata guarita "miracolosamente" dal Parkinson dopo aver pregato proprio lui: papa Wojtyla.
Perché questo sia considerato un miracolo e non una remissione spontanea della malattia, una diagnosi errata, una positiva riposta alle cure mediche o un caso di isteria è chiaro:


I periti (della consulta medica del Dicastero delle Cause dei Santi), dopo aver studiato con l'abituale scrupolosità le testimonianze processuali e l'intera documentazione, si espressero a favore dell'inspiegabilità scientifica della guarigione.



In pratica non hanno nessuna "prova reale" della beatitudine o di un miracolo...
Tutto ciò che hanno è un medico che, di fronte alla mancanza di elementi per stabilire il vero motivo della guarigione dice: "Non lo so", ed ecco i migliori teologi pronti a giungere alla conclusione che il fantasma di papa Giovanni Paolo II sia effettivamente in Paradiso, dispensando in modo occulto e completamente arbitrario dubbie guarigioni magiche.
L'ammissione di ignoranza della scienza vale per loro come evidenza, senza bisogno da parte loro di fornire altra prova. Tutto ciò che resta a loro per poter fare affermazioni senza il pericolo di essere smentiti (per il momento) sono i frammenti di conoscenza ai quali la scienza preferisce non dare risposta piuttosto che inventarne una di sana pianta.

Al giorno d'oggi la religione si è ridotta a banchettare con le misere briciole lasciate cadere dal tavolo della scienza.





Fonte: Pharyngula

1 commenti:

Ilaria ha detto...

Quando la pazzia si estende a milioni di persone viene chiamata religione.

Gpcalls